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Angela Felice 1

Angela Felice (foto di Alessandro Turco)

Di Angela, gli occhi. Intensi, immensi. Che quando te li puntava addosso ti sentivi trafitto e al tempo stesso risucchiato. Sono passati poco più di due mesi dalla sua scomparsa, ma quegli occhi sono ancora vivi nel “core” e nella “mente”: “Voi che per li occhi mi passaste ’l core / e destaste la mente che dormìa…”, scriveva Cavalcanti.

Angela Felice è stata molto più di una operatrice della cultura e di un’intellettuale. E’ stata il potentissimo motore che ha trasformato e arricchito la vita di molte persone e istituzioni: inventando, viaggiando, scrivendo, coinvolgendo, creando relazioni, sobillando con intelligenza e competenza, sempre infaticabile e sempre entusiasta, una tessitrice. Mi accorgo che suona come l’ennesimo ricordo di una persona scomparsa, sempre un po’ eccessivo e retorico, ma chi l’ha conosciuta sa bene che non c’è nulla di eccessivo nelle mie parole.

Angela Felice 3

Con Enrique Irazoqui, il Gesù di Pasolini

A livello nazionale e internazionale Angela è stata la turbina che ha rilanciato il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, come titolare della direzione scientifica, moltiplicando le iniziative, ma soprattutto portando quella struttura a raggiungere un’autorevolezza e un’importanza come mai prima del suo arrivo, nel 2009. Una fitta agenda di iniziative, con i giovani, gli stranieri, i ‘locali’ e gli studiosi, che culminavano in momenti di studio di straordinaria importanza come i convegni autunnali, da lei curati con amore e acume, dosando con precisione la filologia e il commento, i ‘pasoliniani’ e gli sguardi ‘alieni’, il talk show e lo spettacolo teatrale… che quando, sgranando quegli occhi, ti raccontava dell’ospite o del relatore che aveva avuto in mente di chiamare sembrava al tempo stesso l’alchimista che miscela gli ingredienti alla ricerca della pietra filosofale e la bambina birichina che stava per metterne a segno un’altra delle sue. Gli atti di quei convegni hanno dato vita ai “Quaderni”, una delle più nutrite e prestigiose collane editoriali saggistiche pasoliniane, con l’editore Marsilio: Pasolini e la televisione (2011), Pasolini e il teatro (2012), Pasolini e l’interrogazione del sacro (2013), Pasolini e la poesia dialettale (2014), Pasolini e la pedagogia (2015), Pasolini oggi. Fortuna internazionale e ricezione critica (2016), Lo scrittore al tempo di Pasolini e oggi (2017). L’ultimo doppio convegno, dedicato al rapporto di Pasolini con il giornalismo, si è tenuto nel novembre 2017 (fu l’ultima volta che la vidi, attiva e piena di progetti futuri come sempre) e nell’aprile 2018, pochi giorni prima della sua scomparsa.

 

Angela Felice 2

Con Patti Smith sulla tomba di Pasolini

Era sempre in viaggio, in Italia e nel mondo, per parlare del “suo” Pier Paolo, impegnata nella sua divulgazione e valorizzazione, sempre sostenuta dalla competenza e dalla capacità di insinuarsi negli intricati percorsi dell’opera pasoliniana attraverso la società e la cultura, friulana in primis. I suoi occhi erano la prima soglia di entrata nel mondo pasoliniano, e al tempo stesso erano l’evidenza più potente della sua travolgente e irrequieta curiosità intellettuale. Sempre in viaggio fisico, ma soprattutto in un viaggio emozionale, poetico e politico, dentro e attorno Pasolini: è così che costruiva le iniziative e i convegni, senza limitare il discorso alla pura accademia, ma cercando slanci e sfoghi anche al di fuori di essa, individuando relazioni con persone e argomenti che potevano portare un inedito valore aggiunto. Ma senza mai perdere di vista l’aderenza al documento e ai fatti. Come testimonia anche il suo libro appassionato e lucido L’utopia di Pasolini (uscito per Bottega Errante l’anno scorso), una raccolta di saggi che aprono squarci di conoscenza e interpretazione, in particolare sul Pasolini friulano.

 

Angela Felice 4

La festa di avvio della 41esima edizione del Palio

Pasolini, il Friuli, il teatro: era questo il perimetro privilegiato delle sue passioni e delle sue incursioni intellettuali. Che appena poteva cercava di intrecciare, ma che sapeva frequentare anche autonomamente. Come ha scritto Massimo Raffaelli sul “Manifesto”, era “una umanista nel senso più compiuto perché associava la cultura rigorosa a una passione che decenni di lavoro e di impegni istituzionali non avevano in niente scalfito”. Esperta italianista (suo il libro Introduzione a D’Annunzio, pubblicato da Laterza nel 1991), attenta critica teatrale per “Il Gazzettino”, studiosa di teatro (ha curato L’attrice marchesa. Verso nuove visioni di Adelaide Ristori per Marsilio, e ha scritto con Paolo Patui Il teatro friulano. Microstoria di un repertorio tra Otto e Novecento per Forum Editrice). E soprattutto direttrice del Teatro Club di Udine, snodo centrale nella mappa culturale cittadina (e non solo), dove ha curato stagioni determinanti per la diffusione del teatro contemporaneo e del teatro civile, e dove ha condotto per anni uno degli appuntamenti più importanti del territorio, il “Palio teatrale studentesco”. Centinaia di studenti delle scuole superiori scoprivano il teatro facendolo, e lei era lì, motore di queste passioni nascenti che per molti sono rimaste passioni per la vita, e per altri (come Giuseppe Battiston o Fabio Cherstich) sono diventate professione.

 

Teatro: morta a Udine Angela Felice

Angela ci ha lasciato il 2 maggio 2018. Proprio il giorno in cui ha avuto inizio la 47esima edizione del Palio studentesco, di cui era l’anima. Una bambina di 69 anni, dai grandi occhi avidi di cultura e conoscenza e capaci di trasmettere la sua passione a ogni interlocutore. Il “suo” Pier Paolo l’avrebbe salutata con un mandi, chiamandola – come Alì – Angela dagli occhi azzurri. Perché l’azzurro dei suoi occhi stava oltre l’iride, nel cielo delle sue passioni e del suo entusiasmo senza fine.

 

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