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Freddie Mercury

Freddie Mercury

Pensavo di raccogliere e pubblicare cinque o sei nomi di profughi famosi su Facebook. Voleva essere un piccolo spunto ‘positivo’ di riflessione in contrasto con la retorica della xenofobia e dell’odio e la disinformazione alimentate dall’attuale governo. Volevo solo mostrare qualche personaggio noto, direi imprescindibile, che in un momento della sua vita è dovuto scappare dal suo paese per la guerra o per le persecuzioni, cioè per salvarsi e avere un futuro. I primi due erano davvero nomi clamorosi, il primo per la nostra cultura ‘alta’, il secondo per la nostra cultura pop. E hanno ‘sfondato’, molto oltre ogni mia previsione, anche nelle motivazioni.

Migliaia di reazioni positive e di condivisioni e decine di messaggi, quasi tutti centrati sul ringraziamento per aver trovato un modo diverso, positivo, di esprimere un sentire comune a tanti che non ne potevano più non solo dell’odio, ma anche di reazioni all’odio fatte solo di insulti e polemiche. E allora mi sono lasciato andare. Sono scivolato in un viaggio per me inedito, uno studio accurato di ciascun personaggio, un’esplorazione avvincente in mezzo a storie di persone di successo segnate dal dolore di uno strappo, di uno sradicamento: migranti rigorosamente in fuga da guerre e persecuzioni, pur ritenendo – al contrario dei politici – che anche i migranti “economici” (che sfuggono da carestie e povertà, anch’esse catastrofi di cui spesso i paesi occidentali sono responsabili; o anche che semplicemente cercano altrove un futuro migliore) abbiano la stessa dignità dei “profughi”, dei “refugees”. Ho mescolato i secoli, le nazioni, le etnie, le professioni, le ragioni della fuga, cercando di offrire un panorama il più articolato possibile, dandomi come limite il numero 100, e lasciando fuori tanti altri che nel frattempo ho individuato.

In ciascuna scheda ho ripetuto sempre gli stessi tre hashtag, che rappresentano il senso ultimo e profondo di questa mia avventura. Il primo è #apriamoiporti, e quindi un invito all’accoglienza di chi arriva nel nostro Paese, o meglio, di chi su questa Terra che è di tutti è costretto a spostarsi per migliorare la propria vita. Il secondo è #apriamolementi perché le cose vanno viste con apertura mentale, senza farci ingabbiare da stereotipi e pregiudizi, ma lasciandoci invadere dalle sorprese e dalle opportunità, con intelligenza e solidarietà. Il terzo è #apriamoilfuturo, perché non possiamo continuare a vedere i migranti come un problema o come un attentato al nostro benessere di Paese che è tra le più grandi potenze economiche mondiali, ma come opportunità di crescita, come rilancio verso un futuro che non è solo di chi ha la pelle bianca e il passaporto di un certo tipo, ma di chi condivide su questo pezzetto di terra la sfida per una vita sempre migliore per tutti.

Ecco, dunque, qui di seguito i 100 post come sono apparsi su Facebook. Divido l’elenco in 4 “puntate” per renderne più agevole lo scorrimento.

 

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Iman

Iman

1 – Un uomo in fuga dal suo paese, vecchio e malato, chiese e ottenne l’asilo come rifugiato a Londra per salvarsi la vita.
Si chiamava Sigmund Freud.

2 – Farrokh Bulsara, diciottenne di origine indiana, fugge dal paese in cui vive nel cuore dell’Africa, dove era in corso la guerra civile, e arriva in Inghilterra. Pochi anni dopo fonda uno dei gruppi musicali più importanti della storia, i Queen.
Con il nome di Freddie Mercury.

3 – E’ fuggito dal suo paese dove avanzava un regime totalitario, è riuscito ad avere un permesso di soggiorno in Francia, poi è andato negli Usa dove ha ottenuto la cittadinanza. E dove ha dato uno straordinario impulso al rinnovamento di Hollywood e del cinema.
Il suo nome era Fritz Lang.

4 – A 30 anni scopre di essere nella blacklist della dittatura, pronta a essere presa, forse torturata, forse uccisa. Deve fuggire. Dal Cile al Venezuela, senza un visto e senza un lavoro, portando con sé marito e figli. Racconterà la terra che ha lasciato nei suoi libri.
Si chiama Isabel Allende.

5 – Sono due fratelli. All’età rispettivamente di 1 e 4 anni scappano dall’Iraq con la famiglia per sfuggire alle persecuzioni religiose, approdando in Inghilterra. Vent’anni dopo i due fratelli fondano un’agenzia pubblicitaria, diventata presto la più importante del mondo.
Si chiamano Saatchi & Saatchi.

6 – A 37 anni deve fuggire dal suo Paese per salvare la famiglia dalle persecuzioni. Ripara negli Usa, ottenendo in seguito la cittadinanza. E’ stato uno dei fisici più importanti della storia.
Si chiamava Enrico Fermi.

Dante Alighieri

Dante Alighieri

7 – La musulmana Zara Mohamed Abdulmajid era la figlia di una famiglia benestante, ma ugualmente esposta alle violenze e ai conflitti nella sua Somalia. Da ragazza scappò in Kenya con la famiglia: “Avrei potuto essere in un campo profughi adesso”, ha dichiarato dopo aver raggiunto il successo come modella, attrice, imprenditrice e, per le cronache rosa, moglie di David Bowie.
Il suo nome d’arte è Iman.

8 – Il suo Paese è invaso da una potenza straniera, intenzionata ad annientare la cultura secolare e la vita degli oppositori. Lhamo Dondrup, che ora si chiama Tenzin Gyatsho, ha solo 24 anni, ma è la persona più importante del suo popolo, ed è costretto a fuggire travestito per evitare la morte, ottenendo asilo in India.
E’ il Dalai Lama, premio Nobel per la pace.

9 – Ad appena un anno di vita fugge dal Libano con la sua famiglia a causa della guerra civile, e viene accolto a Parigi. Da lì, pochi anni dopo, si trasferirà in Inghilterra. Oggi le sue canzoni fanno ballare milioni di persone.
Il suo nome d’arte è Mika.

10 – L’annessione della sua terra a un altro Stato provoca la fuga della sua famiglia in Italia, dove lei – bambina di pochi anni – viene accolta come profuga, prima a Napoli e poi a Roma. Dove entrerà nel mondo del cinema. Facendo sognare molti italiani.
Il suo nome è Laura Antonaz, in arte Laura Antonelli.

11 – E’ dovuta fuggire dal Paese in cui era nata, per le persecuzioni razziali. Rifugiata in Francia, aiutò altri profughi come lei, prima che lo sterminio avanzasse e la costringesse a fuggire negli Usa, apolide per molti anni. Filosofa e giornalista, coniò un’espressione che spiega tanto delle aberrazioni di ieri e di oggi: la banalità del male.
Si chiamava Hannah Arendt.

12 – Nella fuga dalla città distrutta dalla guerra in cui morirono decine di migliaia di persone, la sua famiglia perse tutto: averi e affetti. Lui aveva 16 anni. Arrivò da profugo in Argentina, cercando lavori umili. Alla morte, decenni dopo, era uno degli uomini più ricchi e chiacchierati del mondo.
Il suo nome era Aristotele Onassis.

Hannah Arendt

Hannah Arendt

13 – Moishe Segal era un ebreo bielorusso emigrato a Parigi, dove alcuni anni dopo arrivarono i nazisti. Così dovette scappare, già pittore affermato, fino agli Usa. Mi piace pensare che fuggì volando in una notte di sogno, come certe figure dei suoi quadri…
Il suo nome era Marc Chagall.

14 – Un intellettuale impegnato attivamente nella politica, processato e condannato all’esilio. Un profugo forzato, costretto a mendicare un tetto per il resto della sua vita, scrivendo dolorosamente “come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”.
E’ il più grande poeta italiano, Dante Alighieri.

15 – E’ stata una stella dello sport come ne compaiono di rarissime, dalla più tenera età, facendo strabiliare il mondo. Ma non è tutto oro quel che luccica. Trascinata nel vortice della dittatura, fugge di notte con altri profughi, a piedi, oltre i confini del suo Paese, dichiarando poi: “ho rischiato di morire quella notte, certo, ma ho conquistato la libertà, che è il bene più prezioso per tutti, ricchi e poveri”.
Il suo nome è Nadia Comăneci.

16 – E’ un giovane di belle speranze scientifiche, ma deve fuggire a causa delle persecuzioni che anche in Francia prendono di mira gli ebrei durante la guerra. Ripara negli Usa, dove inizia una brillante carriera. Diventando l’esponente più importante e determinante dell’antropologia.
Si chiamava Claude Lévi-Strauss.

17 – Marie Jana Korbelová dovette fuggire da Praga a un anno di vita con la famiglia, incalzata dal nazismo e dalla guerra, rifugiandosi in Inghilterra. Ritornata nel suo Paese, dovette scappare nuovamente a 11 anni all’avvento del comunismo, riparando negli Usa. Dove ebbe una folgorante carriera politica, diventando la prima donna Segretario di Stato.
Il suo nome attuale è Madeleine Albright.

18 – Il padre, avvocato e giornalista, è costretto a fuggire dal suo Paese con la famiglia e a riparare negli Usa, dove trova lavoro come cameriere. Il piccolo cubano Andrés Arturo García Menéndez ha solo 5 anni. E una passione speciale, che lo porterà da grande sugli schermi di tutto il mondo.
Il suo nome è Andy Garcia.

Mahmoud Darwish

Mahmoud Darwish

19 – Una lunga fuga dalla Siria in fiamme, a piedi e poi in mare. Ma il barcone con 20 persone a bordo sta affondando e lei si tuffa, e per 3 ore lo trascina fino alla salvezza. Un anno dopo, a 18 anni, partecipa alle Olimpiadi di Rio nella “Refugee Olympic Team”, gareggiando nei 100 metri farfalla.
Il suo nome è Yusra Mardini.

20 – A 7 anni è costretto a fuggire dal suo villaggio, cancellato dalla terra e dalle mappe dall’esercito invasore. Dopo un anno rientra con la famiglia, ma rimane un “ospite illegale”, esiliato e profugo nella sua stessa terra, fino a 30 anni quando nuovamente deve fuggire all’estero, dove canterà il dolore del suo popolo privato di terra, diritti, libertà e umanità. E’ il più importante poeta palestinese.
Il suo nome è Mahmoud Darwish.

21 – Non ha ancora 30 anni e sogna per il suo Paese un destino diverso di unità e libertà. Ma il regime lo perseguita fino a condannarlo a morte. Oggi qualcuno direbbe: “e perché fugge e non combatte lì?”. Sta di fatto che per salvarsi la vita scappa, continuando il suo impegno da lontano. E diventando uno dei personaggi più importanti della Storia d’Italia.
Il suo nome è Giuseppe Mazzini.

22 – Una celebrità mondiale, uno scienziato di prima grandezza, un fisico premiato col Nobel, ma pur sempre un ebreo e per giunta antimilitarista: troppo per la Germania nazista. Così, anche lui dovette rifugiarsi altrove, negli Usa, senza mai più tornare in Europa.
Lo scienziato in questione è Albert Einstein.

 

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Albert Einstein

Albert Einstein

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